DIO TRASFORMERÀ LE TUE FERITE IN STELLE
27/06/2017
UNA BACCHETTA NELLE MANI DI DIO
01/07/2017

Il mio aereo era appena atterrato sulla pista dell’aeroporto di Miami (Florida) e guardavo curiosamente fuori dal finestrino. Vedevo un’auto con un motivo a scacchiera di colore nero e giallo, luci lampeggianti sul tetto ed un display che riportava a lettere maiuscole la scritta: SEGUIMI (FOLLOW ME).

Dal mio posto potevo vedere come questa vettura guidava l’aereo in modo sicuro attraverso la “giungla” dell’aeroporto fino alla posizione di parcheggio. Il moviere (autista dell’auto addetto allo smistamento dei velivoli, ndr) è costantemente in contatto con la torre di controllo e ha bisogno di fare attenzione a non perdere di vista la situazione nel trambusto dell’aeroporto. Questa persona è anche colui che segnala al pilota di continuare a girare, rallentare, fermare e spegnere i motori.

Questa parola (Seguimi) mi ha ricordato un moviere che è vissuto 2000 anni fa – Gesù. A quel tempo egli disse alla gente molte volte: “Seguimi”. Il tema della sequela di Gesù appare in tutto il Nuovo Testamento. Questo suggerisce certamente molto più di una vicinanza fisica; significa un rapporto tra Gesù e gli altri. In Marco 3:14 leggiamo che Gesù nomina i dodici discepoli per stare “con Lui”, cioè, per impegnarsi in un’interazione quotidiana e per seguirlo ovunque egli guidi. Simone, Andrea, Levi, una moltitudine di galilei, grandi folle, alcuni discepoli, il cieco Bartimeo, alcune donne, tutti seguirono Gesù nel Vangelo di Marco.

Per tre anni Pietro aveva seguito Gesù. Tuttavia, in Marco 14:54, poco dopo l’arresto di Gesù, si legge: “Pietro lo seguiva da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote.” Proprio come la sequela di Gesù coinvolge più di una prossimità fisica, seguire Gesù “a distanza” significa più di un distacco fisico. Nel tentativo di cercare la sicurezza, Pietro aveva fatto la cosa più pericolosa che si potesse immaginare. Permise la distanza nel suo rapporto con Gesù. Tale distanza lo rese vulnerabile – come perdere di vista l’autista all’aeroporto, colui che conosce la strada – e Pietro scivolò rapidamente fuori rotta. La volta successiva che Pietro appare nel testo lo vediamo rinnegare Gesù per tre volte (Marco 14: 66-72).

Gesù richiede che tu lo segua e puoi accettare di seguirlo dove egli ti conduce. Come Pietro, tuttavia, puoi seguire la persona giusta, ma alla distanza sbagliata. La distanza ti rende vulnerabile. Pertanto, quando vieni a conoscenza di qualsiasi distanza tra te e Gesù, affrettati ad unirti a lui e ad eliminare la distanza. Seguirlo da vicino ti permetterà di navigare attraverso questo mondo difficile e ti impedirà di andare alla deriva. Egli è, dopo tutto, Colui che conosce la strada.

Vi è un grande esempio di un uomo che non permise la distanza nel suo rapporto con Gesù. Circa 150 anni fa, ci fu un grande risveglio in Galles, Inghilterra. Come risultato di questo, molti missionari dall’Inghilterra giunsero nel nord-est dell’India per diffondere il Vangelo. La regione era conosciuta come Assam e comprendeva centinaia di tribù. Le comunità tribali erano piuttosto primitive ed aggressive; erano conosciute come cacciatrici di teste a causa di un costume sociale che richiedeva ai membri maschi della comunità di raccogliere il maggior numero di teste possibile. In questa comunità ostile e aggressiva, un gruppo di missionari gallesi arrivò per diffondere il messaggio di amore, pace e speranza in Gesù Cristo. Naturalmente, non furono accolti. Un missionario alla fine riuscì a convertire un uomo, sua moglie e i suoi due figli. La fede di quest’uomo si rivelò contagiosa e molti abitanti del villaggio cominciarono ad accettare il cristianesimo. Con rabbia, il capo del villaggio convocò tutti gli abitanti e chiamò la famiglia che si era convertita per prima a rinunciare pubblicamente alla loro fede o affrontare l’esecuzione. Mosso dallo Spirito Santo, l’uomo cantò la sua risposta, “Ho deciso di seguire Gesù. Non torno indietro”. Infuriato per il rifiuto di quell’uomo, il capo ordinò ai suoi arcieri di scoccare frecce contro i due figli. Mentre entrambi i suoi figli stavano morendo, il capo chiese nuovamente: “Vuoi negare la tua fede? Hai perso entrambi i tuoi figli. Perderai anche tua moglie”. Ma l’uomo rispose, ancora una volta cantando, “Anche se nessuno andrà con me, ancora seguirò. Non torno indietro”. Il capo, fuori di sé, dalla furia ordinò che anche sua moglie fosse uccisa. In un momento anche lei si unì ai suoi due figli nella morte. Ora, il re chiese per l’ultima volta, “Ti darò un altro possibilità di negare la tua fede e vivere.” Di fronte alla morte, l’uomo cantò “La croce davanti a me, il mondo dietro di me. Non torno indietro. Non torno indietro”. Fu ucciso come il resto della sua famiglia, ma con la loro morte, un miracolo ebbe luogo. Il capo che aveva ordinato le uccisioni fu toccato dalla fede dell’uomo. Si chiese: “Perché questo uomo, la moglie e i due bambini sono morti per un uomo vissuto in una terra lontana, in un altro continente, circa 2.000 anni fa? Ci deve essere un potere soprannaturale dietro la famiglia e anch’io voglio quella forza soprannaturale”. In una confessione spontanea di fede, dichiarò: “Anche io appartengo a Gesù Cristo!” Quando la folla sentì questo dalla bocca del loro capo, l’intero villaggio accettò Cristo come Signore e Salvatore.

Questa è la storia del famoso canto “Ho deciso di seguire Cristo” (I have decided to follow Jesus). Spero che anche tu possa dire e cantare queste parole con tutto il cuore: “Ho deciso di seguire Cristo, … Non torno indietro.”

MDF