DIO TRASFORMERÀ LE TUE FERITE IN STELLE

L’ALPINISTA
27/06/2017
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27/06/2017

Un bambino invitò la madre a partecipare al primo incontro degli insegnanti con i genitori, nella sua scuola elementare. Con grande sorpresa del bambino, sua madre acconsentì ad andare. Questa sarebbe stata la prima volta che i suoi compagni di classe ed i suoi maestri avrebbero conosciuto sua madre ed il bambino si vergognava del suo aspetto.

Anche se era una donna di bell’aspetto, aveva una cicatrice molto evidente che copriva quasi interamente il lato destro del suo volto. Il bambino non aveva mai voluto parlare di come e perché aveva quella cicatrice. Alla conferenza, le persone rimasero impressionati dalla gentilezza e bellezza naturale di sua madre, nonostante la cicatrice, ma il bambino era ugualmente imbarazzato e si nascondeva da tutti. Tuttavia riuscì ad udire qualcosa di una conversazione tra la madre e la sua maestra e le ascoltò parlare: “Come si è causata quella cicatrice sul volto?” Le domandò l’insegnante. Allora la madre disse: “Quando mio figlio era un bebè, si trovò in una stanza che prese fuoco. Tutti erano terrorizzati di entrare nella stanza perché il fuoco era fuori controllo, così l’ho fatto io. Mentre correvo verso il suo lettino, vidi cadere una trave e mi posi su di lui per proteggerlo. Persi conoscenza ma per fortuna un vigile del fuoco entrò e ci salvò la vita”. In quel momento la donna si toccò il lato bruciato del suo volto. “Questa cicatrice sarà permanente, ma fino ad oggi, mai, mai mi sono pentita di aver fatto ciò che ho fatto”. Proprio in quel momento il bambino corse verso la madre con le lacrime agli occhi e l’abbracciò e sentì il forte senso di sacrificio che la madre aveva fatto per lui. Le tenne la mano stretta per il resto della giornata.

Allo stesso modo, Gesù ha una cicatrice – molte cicatrici, in realtà. Queste gli ricordano i giorni pieni di dolore e sofferenza su questa terra. In realtà, esse simboleggiano il più terribile evento nella storia dell’universo, ma sono anche segno della misericordia e dell’amore incondizionati di Cristo. L’esser risuscitato dai morti non cancellò quelle cicatrici; Egli portava ancora i segni dei chiodi nelle sue mani. La fede cristiana non nega che c’è il dolore, la realtà delle ferite, o l’esistenza di marchi, ma è la nostra fede che ci aiuta ad andare avanti.

Dopo la sua risurrezione, Gesù apparve ai suoi discepoli, ma essi non lo riconobbero. Fu solo quando Gesù mostrò loro le ferite che lo riconobbero. Tommaso non era con gli altri discepoli e così disse:

“Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò mai” (Giovanni 20:25). Una settimana dopo, Gesù sorprese ancora una volta i suoi discepoli e Tommaso era tra loro. Quando Tommaso vide le sue ferite fu spinto a dire, “Mio Signore, mio ​​Dio!” (Giovanni 20:28).

Anche io sono spinta a dire lo stesso. Sono grata che qualcosa di così brutto e orribile, come queste ferite, ha portato tale bellezza, poiché dimostra il grande amore che Gesù ha avuto per me.

Era una calda giornata nel sud della Florida, quando un giovane decise di andare a nuotare in un lago sul retro di casa sua. Pieno di gioia corse fuori dalla porta sul retro e si gettò in acqua. Sua madre, che stava guardando fuori dalla finestra, vide quello che stava accadendo. Subito corse verso suo figlio e urlò più forte che poteva. Il giovane udì il grido e cominciò a nuotare verso riva, ma fu troppo tardi. La madre afferrò il figlio dalle braccia nello stesso momento in cui un coccodrillo lo afferrava per le gambe.

La donna tirò con tutte le sue forze. L’animale selvatico era forte ma la madre era ancora più determinata e l’amore per il figlio era molto più forte. Un uomo udì il grido, si diresse verso il bordo del lago con una pistola e uccise il coccodrillo. Il ragazzo fu salvato ed anche se le sue gambe furono terribilmente ferite, poté camminare di nuovo.

Quando si riprese dal trauma, un giornalista gli chiese di mostrargli le cicatrici sulle gambe. Il ragazzo sollevò il lenzuolo e le mostrò. Poi, con orgoglio, sollevò le maniche della camicia e disse: “Queste sono quelle che dovete ammirare!” Quelli erano i segni delle unghie di sua madre che si erano piantate nelle sue braccia. “Le ho perché mia mamma non mi ha lasciato e mi ha salvato la vita.” Alcune tue lesioni sono causate dai tuoi peccati, ma altre sono le impronte di Dio quando ti ha preso con forza perché tu non cadessi nella morsa del nemico.

Tutti abbiamo cicatrici, perché siamo umani. Ho una cicatrice sul ginocchio sinistro che mi sono fatta l’anno scorso, quando ho avuto un incidente durante un’attività sportiva. Ho dovuto intervenire chirurgicamente per ristabilire il mio ginocchio. L’operazione ha lasciato una cicatrice sulla mia gamba, pochi centimetri. Ogni volta che la tocco mi ricorda che per grazia di Dio, posso camminare e fare di nuovo sport. Anche tu hai cicatrici, alcune visibili, altre invisibili, altre più visibili con l’età. A volte i sentimenti feriti, il cuore spezzato, la delusione, la rabbia o l’amarezza, hanno lasciato un segno nel tuo cuore e nella tua anima. Ognuno ha la sua storia. Anche il tuo Salvatore ha delle cicatrici per dimostrare il suo amore per te. Se non le conosci, come Tommaso, se non ci credi, Gesù misericordiosamente te le mostrerà “perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio; e credendo, abbiate la vita nel suo nome” (Giovanni 20:31). Se lotti ancora con il passato doloroso, Gesù ti ​​dirà: “Ho ascoltato la tua preghiera, ho visto le tue lacrime: ecco, io ti guarirò.” (2 Re 20:5). Pietro scrisse che per le sue piaghe e cicatrici noi siamo stati guariti (1 Pietro 2:24).

Un giorno, quando Gesù ritornerà sulla terra, quei segni saranno ancora visibile a tutta l’umanità. Nessuno potrà negare il sacrificio compiuto sulla croce. Poi, con amore nei suoi occhi, ti prenderà per mano e trasformerà le tue ferite in stelle.

MDF